Sono di ritorno da una serata di presentazione del Counseling alla Scuola Insight (MI).
Miena Screm, direttrice della scuola e io facciamo di queste presentazioni un paio di volte l’anno, introducendo al pubblico il nostro modello a mediazione corporea e il percorso di formazione.
Questa sera devo dire la partecipazione e l’interesse sono stati veramente degni di nota.
E’ un buon tempo per il Counseling!
Finalmente anche in Italia sta prendendo piede, generando domande, richiamando attenzione. Sta trovando una sua collacazione all’interno delle “relazioni d’aiuto”.
Tra le domande che ci sono state fatte, un paio di partecipanti hanno manifestato interesse non tanto per la formazione in counseling vera e propria – triennale – quanto per la possibilità di acquisire in tempi più brevi alcune competenze inseribili nel proprio ambito lavorativo. Quello che noi chiamiamo Counseling Skills.
Per alcune persone può essere molto naturale entrare in empatia, comunicare con attenzione, ricevere confidenze. Questo è probabilmente legato al tipo di personalità e di educazione. Ma queste stesse capacità possono essere apprese, allo scopo di migliorare e facilitare le relazioni sia personali che professionali.
Avere una chiave in più per entrare nel mondo di un figlio adolescente; saper comunicare in modo chiaro ed efficace i propri pensieri/sentimenti/bisogni; avere la capacità di creare uno spazio di ascolto profondo; saper coordinare un team di lavoro in momenti di discussione o conflitto; saper rispondere in modo costruttivo a una situazione/persona che non ci piace; recuperare quella parte interna che è l’intuizione, capace di orientare nei momenti difficili… Questo e molto di più si può apprendere nel Counseling Skills. Un percorso che non ti fa diventare counselor, ma può arricchire il tuo bagaglio di competenze e sviluppare qualità dell’essere utili in qualunque contesto.
E’ per me un feedback molto positivo sentire interesse e volontà di miglioramento nelle proprie relazioni personali e professionali. Un segno magari piccolo ma significativo della volontà di creare un mondo migliore a partire da sé, dalla propria famiglia, rete di amicizie e spazio di lavoro.
Da questa serata sono tornata “ricaricata” e con un senso di rinnovata fiducia in quella che Carl Rogers, padre storico del counseling, chiamava tendenza attualizzante: la spinta di ogni essere umano verso la realizzazione del proprio potenziale.
Tu cosa ne pensi? Hai mai preso in considerazione i tuoi punti di forza e i tuoi punti deboli nella comunicazione? Come te la cavi quando il punto di riferimento sei tu?
si, potrebbe essere d’aiuto nella vita quotidiana l’avere a disposizione qualche semplice accorgimento per migliorare la comunicazione. che alla fine credo sia uno spazio silenzioso dentro sempre presente, anche nei momenti arruffati, ( quindi invitlo a un po’ di meditazione quotidiana anche per poco tempo ) questo aiuta anche l’empatia e il riconoscere tutto quello che passa a livello emotivo e menale come proprio e che quindi l’interiorità dell’altro può discostarsi anche molto e sincerità.
Da: grazia su 16 marzo, 2010
alle 7:17 pm