Si sta avvicinando la seconda data dell’anno di Medit-Art e son già molto ‘eccitato’, in attesa, in ‘wonder’ di quali sorprese ci riserverà stavolta questo percorso…
L’intento con Zahira è sempre ben chiaro: accompagnare le persone verso uno spazio di spontaneità e benessere, aiutando a sciogliere tensioni fisiche ed emozionali, a scoprire lati di sé e talenti rimasti nascosti. Creare assieme un’oasi in cui ognuno possa ritrovarsi, riscoprire se stesso in liberta’, mollare per un po’ l’overdose di imputs e di relazioni del quotidiano.
Gli strumenti che useremo sono anche ben conosciuti e sperimentati. Divine healing, trance-dance, tecniche di meditazione, qi-gong, massaggio, bioenergetica, soft emotional release aiutano ad aprire l’energia a partire dal sentire e dal corpo fisico e a predisporla alle rivelazioni piu’ profonde che di solito affiorano nella fase pittorica in modo dolce e rilassato. Visualizzazioni su chacra e colore, mandala, dot-painting aborigeno, disegno non figurativo supportati dalla scelta di suoni e vibrazioni (campane tibetane, didjeridoo, djembè,…) offrono un invito naturale alla risalita ‘in superficie’ di immagini sepolte nell’inconscio.
La magia sarà nel come metteremo insieme stavolta tutti questi ingredienti, quale sarà la miscela giusta che creerà l’atmosfera d’amicizia, risate e rilassamento necessaria e… quali novità ci riserveranno le esperienze delle persone che saranno con noi? dove ci guideranno le loro storie e le nostre percezioni del dreamtime ( arte che ho molto affinato durante tutta quest’estate)?
…E pensare che e’ nata quasi per gioco la nostra collaborazione, come una scommessa, perché pur conoscendoci da anni e lavorando con la gente sulle stesse aree: meditazione e rilascio emozionale, avevamo creato due approcci molto diversi e apparentemente inconciliabili alla stessa materia. Io più innamorato delle tecniche catartiche e di movimento (mandala, dinamica, nataraj, kundalini,…) e dell’espressione diretta dei feelings attraverso l’uso dalla voce, del respiro e del corpo (encounter, flushing, bioenergetica,…) e lei che invece ha sempre avuto a noia tutto ciò, più protesa verso gli approcci piu’ morbidi e silenti dell’olistica, con la scuola di naturopatia, gli ‘studi sul campo’ assieme agli aborigeni australiani per apprendere l’arte del dot-painting, ma soprattutto dell’interpretazione intuitiva del profondo potere di immagini, simboli e colori…
C’è capitato durante alcuni festivals di lavorare assieme e abbiam capito da subito che l’effetto combinato dei due approcci funzionava magicamente. Il mio lavoro sul corpo, aprendo i meridiani e cominciando a risvegliare la dimensione emozionale s’è dimostrato prezioso, pur fermandosi prima del punto di catarsi, perché attraverso l’espressione pittorica poi immediata ombre (più o meno pesanti) nel passato delle persone venivano liberate con enorme efficacia e sollievo per loro e velocemente. Un effetto di alleggerimento potente e soprattutto senza dover contattare di nuovo lacrime, urla o sofferenza.
Ho visto persone riconoscere (attraverso i colori e le immagini che affioravano dai loro gesti spontanei) le origini dei loro malesseri e lasciarli andare col loro bagaglio di risentimenti, paure, ansie… Un uomo dalle figure di un paesaggio ha sentito come le circostanze della morte di un familiare, avvenuta molti anni prima, e le emozioni correlate avessero condizionato la sua vita, perché rimaste a lungo sepolte e ‘evitate’. Una donna ha percepito proprio dai colori del suo dipinto, come gli occhi giudici e severi del proprio professore-educatore avessero censurato i suoi comportamenti e le scelte fin all’età adulta, anche sul piano professionale e degli affetti.
Certo questi sono due vissuti ‘forti’, e’ ’incredibile come nell’atmosfera rilassata e giocosa del dipingere, anche esperienze sgradevoli del passato riaffiorino, ma proprio perché trovano un’espressione oggettuale, materiale, fisica, palpabile in un unico passo aiutano la persona sia a diventare consapevole sia a liberarsi da quel peso. Proprio perché quell’energia è uscita all’esterno, ha trovato un altro spazio. E’ stata una scoperta per me anche vedere come quest’effetto liberatorio su un semplice foglio di carta si riflettesse immediatamente nel benessere della persona. Una donna, cresciuta con un’educazione troppo rigida e restrittiva, s’è disfatta di un dolore al collo con cui ormai s’era rassegnata a convivere quotidianamente.
Alla fine ho notato che per tutti è soprattutto l’effetto-oasi ciò che funziona di più. La meditazione comincia a sciogliere i legami mentali con gli impegni superficiali e l’hangover di imputs intellettuali cui siam sottoposti, a riportar freschezza e aria nuova in muscoli, tessuti, organi, neuroni a volte troppo ‘usati’ o bistrattati. La pittura ci rigenera perchè è come tuffarsi in una dimensione di gioco, libertà, assenza di schemi che a volte ci concediamo troppo poco nel quotidiano.
Piano piano, ogni cosa torna al suo giusto posto, anche l cervello si rilassa, ricomincia a funzionare meglio, più lucido e tranquillo, ridiventa uno strumento al nostro servizio (come un arto o altre parti del corpo), non è più quel tiranno prepotente sempre urlante, tipico delle fasi di stress. Terminata la durata di questa oasi, ognuno poi ritorna alla propria vita quotidiana, senza magari poi apportare nessun cambiamento esterno al proprio stile di vita. Gli impegni rimangono quelli di prima, ma il nostro approccio ad essi cambia, sale una naturale gratitudine per la vita che viviamo, semplicemente la affrontiamo con occhi nuovi, più freschi e presenti e se di nuovo per un attimo permettiamo alla testa e allo stress di sopraffarci, gli strumenti sperimentati e i momenti illuminanti vissuti assieme ci aiuteranno ad uscire dall’empasse. Una musica, una meditazione, una risata, una danza, un dipinto, una poesia, due parole profonde con una amico sincero ci posson salvare, il cuore torna a pulsare e la testolina a ‘semplicemente’ eseguire.
Oltre a tutto questo voglio riconoscere (namaste’!!!) la magia dei nostri luoghi: il potere del silenzio sprigionato dalla natura attorno Gautama già acquieta quel fastidioso e inutile chiaccherìo-brusìo mentale che altrove, sollecitato da mille imputs, sembra inestinguibile e in perenne funzione. Qui da noi l’effetto-oasi è più facile da creare. Dentro la casa, il fatto che sia abitata da meditatori rende l’atmosfera unica e accogliente, ciò aiuta gli ospiti a sentirsi presto a loro agio e ad andar facilmente in profondità nel rilassamento.
Thank you, Gautama spirit!
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